Consiglio Regionale delle Chiese

Sticky post

MESSAGGIO DI SUA SANTITA’ IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO AL PLEROMA DELLA CHIESA PER LA PANDEMIA DEL CORONAVIRUS Fanar, 18 Marzo 2020

Fratelli e Figli nel Signore, Dal Fanar, dal cuore della Città Regina, dalla città di Santa Sofia, dalla Grande Chiesa, mi rivolgo alle vostre amatissime persone, a ognuno e a ognuna di voi, a riguardo delle circostanze senza precedenti, la prova che attraversiamo come genere umano, a causa della minaccia mondiale che provoca la pandemia del nuovo Coronavirus, conosciuto come Covid19. La parola della Chiesa, della Madre Chiesa, non può mancare. La nostra parola dunque, è quella che abbiamo imparato dall’esperienza dei secoli: gratificante, istruttiva, corroborante e consolante. Ringraziamo sinceramente tutti coloro che lottano con abnegazione, anzi trascurando sé stessi e le loro famiglie: – Il corpo medico e infermieristico che si trovano al capezzale dei nostri fratelli e sorelli ammalati, – I ricercatori e scienziati esperti che cercano la idonea terapia farmaceutica, e il vaccino per salvarci dal virus, – Ma anche tutti coloro che si occupano attivamente di affrontare questa pandemia. Il vostro contributo, carissimi, è inestimabile. È un contributo per tutta la società. È sacrificio e merita ogni onore e riconoscenza. Vi ringraziamo e tutti insieme vi applaudiamo, non solo dalle nostre terrazze, ma in ogni momento dal nostro cuore. Il nostro pensiero e la nostra preghiera vi accompagnano. In questa lotta, le amministrazioni predisposte, gli stati, le competenti autorità sanitarie hanno la responsabilità primaria di progettare, affrontare e superare questa crisi. Potrebbero essere caratterizzati come Strateghi in battaglia per affrontare il nemico invisibile, ma già conosciuto. Un nemico che si volge contro l’umanità. Questa responsabilità, che si caricano sulle proprie spalle, richiede necessariamente la collaborazione di tutti noi. È l’ora di una responsabilità collegiale, personale e sociale. Per questo, figli miei, ovunque nel mondo, vi esorto paternamente a fronteggiare con precisione e pazienza, tutte le misure difficili, ma necessarie che prendono le Autorità Sanitarie e gli Stati. Ogni cosa serve alla nostra salvaguardia, per il bene comune, per limitare la diffusione del virus. Pertanto, la nostra liberazione da questa sofferenza dipende assolutamente dalla nostra collaborazione. Forse, alcuni di voi hanno avuto la sensazione che con queste misure drastiche si sottovaluti e si offenda la fede. Tuttavia, ciò che è in pericolo non è la fede, ma i fedeli, non è Cristo, ma noi Cristiani, non è il Dio-Uomo, ma siamo noi uomini. La nostra fede è profondamente consolidata nelle radici della nostra cultura. La nostra fede è viva e nessuna situazione straordinaria la può limitare. Ciò che si deve limitare sono i raduni, le grandi concentrazioni di persone, a motivo delle circostanze straordinarie. Restiamo a casa. Proteggiamoci e proteggiamo chi ci è accanto. Là [a casa], ciascuno di noi preghi per tutta l’umanità, confidando sulla forza della nostra unità spirituale. Vivremo questo periodo come un cammino del deserto, per giungere in sicurezza alla Terra Promessa, quando la scienza, per grazia di Dio, vincerà la battaglia col virus. Perché siamo sicuri che, anche con le nostre preghiere, la vincerà. Allora dunque, è bene essere tutti insieme, qui, spiritualmente uniti, continuando la lotta della metanoia e della santificazione. Vediamo il nostro prossimo subire le conseguenze del virus. Alcuni sono stati già costretti a soccombere e ci hanno lasciato. La nostra Chiesa si augura e prega perché gli ammalati si ristabiliscano, per il riposo delle anime delle vittime, ma anche per aiutare e dare forza alle famiglie di coloro che sono nel dolore. Passerà anche questa prova, se ne andranno anche queste nuvole e il Sole di Giustizia cancellerà l’effetto letale del virus. Tuttavia, la nostra vita sarà cambiata. E la prova è una occasione per cambiare al meglio. Nella direzione di rafforzare l’amore e la solidarietà. La benedizione del Signore, figli nel Signore, per intercessione della Tuttasanta Theotokos, l’Evangelistria, sia presente nel cammino di tutti noi, trasformi l’isolamento volontario in vera comunione, divenga la preghiera e la nostra meta, divenga il senso e il nostro ritorno a ciò che è vero, a ciò che è gradito a Dio. Forza, Dio è con noi! + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio

Sticky post

Carissimi/e, un comunicato dal Consiglio di Presidenza del Consiglio regionale delle Chiese per questo tempo di pandemia

A tutti voi un saluto in questo tempo di pandemia in attesa di incontrarci presto per riabbracciarci come fratelli e sorelle. Uniti in preghiera.

Per il Consiglio di presidenza

Don Enzo Lionetti

Sticky post
Sticky post

Celebrazione nella cattedrale di Napoli il 19 gennaio 2020 con il cardinale Crescenzio Sepe e i pastori e le pastore e i sacerdoti delle diverse chiese

Anche quest’anno gli appuntamenti da segnare in agenda programmati per la Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani sono molteplici. Il servizio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della arcidiocesi insieme ai pastori e alle pastore delle varie chiese hanno aperto la settimana il 19 gennaio nella splendida cornice della cattedrale di Napoli con una ricca celebrazione della Parola di Dio che aveva per tema: “Ci trattarono con gentilezza” tratto dagli Atti degli Apostoli 28,2. Il testo fa riferimento alla vicenda ambientata a Malta, raccontata negli ultimi capitoli degli Atti, del naufragio di Paolo, e di altri 276 passeggeri. Infuriava la tempesta e un senso di smarrimento attraversava i cuori dei poveri viaggiatori, l’unico a infondere coraggio agli altri naufraghi era Paolo imbarcato come prigioniero per essere condotto al cospetto di Cesare. Un angelo aveva già provveduto a rassicurare Paolo con queste stupende parole: «Non temere, Paolo! Tu dovrai comparire davanti all’imperatore e Dio, nella sua bontà, ti dona anche la vita dei tuoi compagni di viaggio» (Atti 27, 24). Paolo porterà la fede cristiana nell’isola maltese e si farà carico del destino di questi compagni di viaggio che la sorte accomuna nella lotta alle avversità della natura. Per questo motivo ogni anno il 10 febbraio a Malta si celebra la Festa del Naufragio dell’apostolo Paolo. Bisogna ricordare che per i maltesi navi e imbarcazioni costituiscono un importante aspetto della vita ordinaria. Il tema di quest’anno ha dato modo al pastore Giuseppe Verrillo della Chiesa Libera di Volla, di intervenire al termine della Prima Lettura, suscitando nella assemblea in preghiera un doloroso interrogativo: «È possibile conciliare la adesione al vangelo e la non accoglienza di coloro che approdano con mezzi di fortuna sulle nostre coste e sulle nostre spiagge?» Padre Georgios Antonopoulos, archimandrita della comunità greca ha letto il messaggio del metropolita di Italia e Malta, S. Em.za Gennadios Zervos, che ha riproposto il valore della filantropia declinato come filoxenia, il cardinale arcivescovo Crescenzio Sepe ha ricordato come nei momenti di tempesta sia necessario remare con tutte le forze nella medesima direzione. La vita del discepolo non è in balia di forze indifferenti al suo destino, è nelle mani di Dio a cui Paolo si sente unito da un legame intimo e filiale. È la fiducia di Paolo che farà sorgere nel cuore dei maltesi la fede nel Cristo risorto e farà sì che ricambieranno il dono dell’apostolo con una calorosa e gentile accoglienza. Il simbolo scelto per la preghiera è stata una barca con otto remi, ognuno dei quali indicava un valore evangelico, che per l’occasione è stata collocata sul transetto della cattedrale davanti agli occhi meravigliati dei pastori e dei fedeli presenti per la preghiera. La barca è il simbolo del viaggio , a volte tempestoso, che i cristiani intraprendono insieme verso l’unità. Il 17 gennaio u.s. è morta Maria Vingiani, aveva 99 anni ed era assessora alle Belle Arti al comune di Venezia quando era patriarca il cardinale Angelo Roncalli, proprio nei suoi colloqui confidenziali con il futuro papa Giovanni XXIII parlava di dialogo e di riconciliazione tra le chiese e da qui nacque l’idea di fondare il Sae (segretariato per le attività ecumeniche), organismo di rilievo nazionale ancora attivamente impegnato nel dialogo ecumenico nelle nostre città e nella animazione delle settimane di preghiera dell’unità. La celebrazione vissuta in cattedrale è stata curata dalla parrocchia S. Gennaro al Vomero, i canti sono stati eseguiti dal coro giovanile del 5 decanato guidato dal decano don Massimo Ghezzi e dai giovani del Centro pastorale giovanile Shekinà che da più di venti anni è punto di riferimento per i giovani del Vomero. Già da diversi anni il servizio diocesano ha scelto di coinvolgere le parrocchie per alimentare soprattutto tra i più giovani la sensibilità ai temi ecumenici. Il secondo appuntamento in programma sarà il 24 gennaio nella chiesa greco ortodossa dei santi Pietro e Paolo e il terzo il 25 gennaio nella parrocchia S. Felice in Pincis di Pomigliano d’Arco che accoglierà le delegazioni regionali guidate dal Consiglio delle chiese cristiane della Campania. Note sono le vicende delle periferie dove le ecomafie hanno reso la vita delle persone esposta a pericoli per la salute. Tutte le chiese si sono impegnate a fare un cammino comune per sensibilizzare i fedeli al problema della accoglienza dei migranti unito al problema delle mutate condizioni climatiche. Papa Francesco ha avuto il merito di evidenziare che nei paesi dove più sono evidenti i cambiamenti climatici più ampio è il flusso migratorio. Per questo motivo è stata scelta una parrocchia della diocesi di Nola dove l’amore e la cura delle campagne ha favorito nei secoli scorsi il proliferare di attività agricole importanti. Ancora lungo è il cammino ma le celebrazioni di quest’anno hanno contribuito a rafforzare in tuti la fiducia e confidare nel Signore che nelle tempeste della vita di certo non fa mancare il suo aiuto paterno.

Sticky post

Celebrazione ecumenica nella chiesa ortodossa di Napoli

Celebrazione ecumenica della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani nella Chiesa Ortodossa dei SS. Pietro e Paolo a Napoli. Nell’ambito della “Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani ” ancora una volta l’antichissima Chiesa greco – ortodossa dei SS. Pietro e Paolo, presente in città da oltre 500 anni, ha accolto il 24 gennaio, per pregare uno a fianco all’altro , diversi sacerdoti , pastori e rappresentanti delle varie Confessioni e Movimenti cristiani. Hanno partecipato vari delegati e i capi religiosi di alcune Confessioni cristiane, tra i quali Mons. Dini, padre Georgios Antonopoulos, Mons. Gaetano Castello, don Enzo Lionetti , i pastori Dino Magri della chiesa valdese e Helmut Scwalbe della chiesa luterana, padre Edoardo Scognamiglio Presidente del CRCCC, gli assistenti del Direttivo GIAEN, Mons. Mariano Imperato, Emilia Mallardo e Elisabetta Kalampouka, il Segretario del GIAEN Mimmo Iacomino, Lucia Antinucci Presidente dell’Amicizia Ebraico – Cristiana , i fratelli di Taizè Alessandro ed Enzo che hanno curato alcuni canti ed i Focolarini. La suggestiva celebrazione, sentitamente ecumenica, era organizzata questa volta dal GIAEN, il Gruppo che opera a Napoli da oltre 40 anni , proprio con lo slancio ecumenico che affiancò iniziative cattoliche, ortodosse ed evangeliche in un clima di rispetto, fraternità, preghiera. La celebrazione ha seguito lo schema che era stato predisposto dai Cristiani di Malta con riferimento al tema “ Ci trattarono con gentilezza “ al racconto evangelico del naufragio in quel mare della nave che portava Paolo prigioniero a Roma. La cerimonia è iniziata con la processione accompagnata dal canto della dossologia da parte di Christos Pacos. Dopo il benvenuto di Elisabetta e l’intervento di Mons. Castello, Preside della PFTIM, Delegato per l’Ecumenismo e attivissimo da sempre nel GIAEN , la cerimonia si e’ svolta sul Tema dell’accoglienza con le meditazioni delle tre aree confessionali. Il Pastore Magri, della Chiesa Valdese ; Don Enzo Lionetti, della Chiesa Cattolica, attuale Coordinatore dei GIAEN e L’Archimandrita p. Georgios Antonopoulos, Rettore della Chiesa Greco – ortodossa di Napoli, Vicario Episcopale per la Campania dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta hanno trattato, in varia misura e da diverse angolazioni , il coinvolgente tema dell’accoglienza, dal punto di vista spirituale e teologico ma anche pratico ed efficiente. La barca, che simbolicamente era esposta, indicava il percorso da compiere, con l’aiuto del Santo Spirito ma anche con l’armonia dei naviganti 8 remi portati in processione, ognuno con una parola, simboleggiano lo sforzo da compiere ma soprattutto i sentimenti, la partecipazione, l’impegno per remare insieme nella stessa direzione. Il Credo, il Padre Nostro, i Canti tra il luccichii di candele nella suggestiva penombra hanno sempre più dimostrato il clima di armonia interconfessionale che si e’ consolidato col tempo. L’abbraccio fraterno , accompagnato dal canto dello Shalom, sentito e spontaneo, ne e’ stata la più efficace dimostrazione. Forse lungo è ancora il cammino, ma la Luce che in vita e guida ispirano fiducia e fede.

Sticky post

Ospitalità e accoglienza come segno di unità tra i cristiani

La celebrazione ecumenica della Parola di Dio a Caserta

«Sogno parrocchie e comunità accese dal fuoco d’amore dello Spirito Santo, impegnate per l’annuncio quotidiano del Vangelo, sensibili al tema dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, illuminate, formate e sospinte dalla Parola e dal Pane eucaristico verso il mondo, per testimoniare la gioia di essere discepoli del Signore Gesù Cristo che ha vinto la morte e il male. Il nostro impegno per l’ecumenismo è uno stile di vita, un modo di essere e di agire, di pregare e di annunciare, di testimoniare e di incontrare Gesù Cristo nei fratelli e nelle sorelle che ci stanno accanto. Nella convivialità dei rapporti ecumenici quotidiani si prega assieme, si discute assieme, si spera assieme, quasi anticipando il sogno dell’unità che da sempre ci precede e ci sta davanti, come futuro possibile di Chiese, comunità e fraternità cristiane riconciliate, che testimoniano al mondo l’unico Signore, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, messo a morte nella carne ma reso vivo nello spirito (cf. 1Pt 3,18)».

Sono queste le parole di benvenuto che il vescovo di Caserta, mons. Giovanni D’Alise, ha condiviso con tutti noi, la sera di giovedì 23 gennaio, in Cattedrale, in occasione della preghiera per l’Unità dei cristiani che ha visto impegnate le diverse Chiese e Comunità ecclesiali, e lo stesso Consiglio Regionale delle Chiese Cristiane della Campania, sul tema dell’ospitalità e dell’accoglienza, della philoxenìa (l’amore per lo straniero, per il prossimo), che diventa, come recita il testo di At 28,2, philantropìa, benevolenza, amore non comune per il prossimo, per chi è in difficoltà, come nel caso di san Paolo che naufragò lungo le coste della bellissima isola di Malta insieme ad altri fratelli sventurati e ad altri stranieri. La cultura dell’incontro e la conversione al Vangelo ci impegnano, come cristiani, ogni giorno, nella speranza di predicare lo stesso Gesù Cristo e di riconciliarci tra di noi, vincendo ogni chiusura e paura dell’altro.

Hanno partecipato all’incontro ecumenico i delegati e i capi religiosi di alcune confessioni cristiane presenti in Campania, tra i quali: il pastore Giovanni Traettino e il pastore Franco Bosio della Chiesa evangelica della Riconciliazione di Caserta; il pastore Franco Mayer e il pastore Antonio Squitieri della Chiesa valdese e metodista di Salerno, Ottaviano ed Albanella; la signora Elisabetta Kalampouka Fimiani del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e vice-presidente del Consiglio Regionale delle Chiese Cristiane della Campania; la signora Lucia Antinucci, presidente dell’Amicizia Ebraico-Cristiana di Napoli; il sig. Vincenzo Busiello, referente regionale per la Campania della Comunità di Taizè con sede a Portici (Na). Il momento di preghiera è stato organizzato dall’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della nostra Diocesi, in collaborazione con il Consiglio Regionale delle Chiese Cristiane della Campania e il Centro Studi Francescani per il Dialogo interreligioso e le Culture di Maddaloni (Ce). I canti sono stati eseguiti dal Rinnovamento dello Spirito di Caserta.

Il segno predisposto per la liturgia ecumenica è stato presentato con una barca fatta di carta riciclata e di otto rami recuperati da materiale di scarto che sono stati portati in processione da otto giovani durante la preghiera dei fedeli per chiedere: riconciliazione, luce, speranza, fiducia, forza, ospitalità, conversione e generosità.

L’invito che è sopraggiunto da tutti i delegati per l’ecumenismo è di lavorare insieme per mostrare che ogni persona è preziosa agli occhi di Dio e che la divisione tra le Chiese è uno scandalo che ci allontana dal Vangelo e dalla credibilità della stessa fede.

La fede in Cristo ci impegna all’accoglienza nei confronti del prossimo che bussa alla nostra porta in cerca di aiuto, protezione e cure. L’ospitalità è una virtù altamente necessaria nella ricerca dell’unità dei cristiani. La primavera dell’ecumenismo si nutre anche della solidarietà fraterna, della carità verso i più bisognosi, del sostegno dei poveri, dell’accoglienza senza pregiudizi di chi è diverso da noi, dell’integrazione di comunità di fede differenti nelle nostre città, dell’ospitalità e dell’integrazione di migranti e naufraghi, così come lo stesso papa Francesco ci ricorda ogni giorno con le sue meditazioni e i suoi gesti profetici».

«Paolo e i suoi compagni sono come i tanti migranti di oggi» ha ricordato il pastore Franco Mayer. Guardare a quell’episodio è come guardare a quanto accade oggi in mare, quando la disperazione induce ad affrontare le onde e le tempeste ma invece di trovare comprensione, chi sopravvive trova ostilità. In tutto il mondo, ci sono uomini e donne migranti che affrontano viaggi rischiosi per sfuggire alla violenza, alla guerra, alla povertà; essi, come Paolo e i suoi compagni, sperimentano l’indifferenza, l’ostilità del deserto, dei fiumi, dei mari. C’è bisogno di praticare la prossimità, la philoxenia, l’amore per lo straniero, per superare ogni barriera e pregiudizio e vivere il Vangelo della carità, ha sottolineato la sig.ra Elisabetta Kalampouka Fimiani. Il pastore Franco Bosio si è soffermato sul termine “gentilezza” e sul bisogno di trattarci con affabilità, con ospitalità: abbiamo tutti bisogno di attenzioni e di accoglienza per vivere in pace. Il pastore Antonio Squitieri ha auspicato che l’unità tra i cristiani, a poco a poco, ci porti anche a condividere la stessa mensa. Il pastore Giovanni Traettino ha chiesto di pregare per l’unità tra i cristiani e di invocare lo Spirito Santo per la guarigione delle nostre ferite. L’impegno di tutti i cristiani delle diverse confessioni deve essere sempre al servizio dei più deboli e deve fare sua la logica dell’incontro, dell’accoglienza, del dialogo fraterno e dell’integrazione.

Sticky post
Sticky post
Sticky post
Sticky post
Sticky post
Sticky post
Sticky post
Sticky post
Sticky post

Prossimi incontri e iniziative della diocesi di Sorrento-Castellammare

Dal 18 al 25 gennaio sarà celebrata in tutta la Chiesa la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che quest’anno avrà come tema: “Ci trattarono con gentilezza” (At 28,2). A livello diocesano ci troveremo per una Liturgia ecumenica della Parola che si terrà venerdì 24 gennaio alle ore 19.30 presso la Chiesa di San Bartolomeo delle Monache Adoratrici di Castellammare di Stabia. Al momento di preghiera, insieme al nostro Arcivescovo, parteciperanno la Pastora Kirsten Thiele (Chiesa Luterana) ed il Pastore Jaime Castellanos (Chiesa Battista). Nella consapevolezza che la preghiera è la prima anima dell’ecumenismo, in due comunità contemplative della Diocesi si pregherà particolarmente per l’Unità dei Cristiani: alle 8.15 al Monastero delle Monache Benedettine di Sant’Agata sui due Golfi ed alle ore 17.00 al Monastero delle Monache Adoratrici a Castellammare di Stabia.

Sticky post
Sticky post

Notizie dalle chiese ortodosse

Tutte le Chiese ortodosse, tranne quelle che seguono ancora il vecchio calendario Giuliano, hanno già festeggiato il Santo Natale il 25 dicembre. Oggi 6 gennaio celebrano il Battesimo di Cristo nel fiume Giordano. In ricordo del grande evento si svolge il 5 e il 6 gennaio la funzione della benedizione dell’acqua. Con tale acqua benedetta nei tempi antichi si battezzava. Oggi i fedeli ne bevono e benedicono le case. Questa benedizione è estesa a tutta la natura, e per questo motivo c’è la tradizione nei paesi di benedire i campi, le stalle e altro. Nei posti in cui c’è il mare, i fiumi, i laghi i sacerdoti lanciano la croce nell’acqua ed avviene addirittura una gara per riportarla al celebrante, il quale benedice tutti i presenti.

Sticky post
Sticky post

Secondo incontro a Capodimonte per cercatori di unità

Cattolici, protestanti e ortodossi a confronto per il secondo incontro sul tema della accoglienza e del dialogo, nell’ambito del percorso di formazione ecumenica noto alla maggioranza come i: “I Lunedì di Capodimonte”, presso la sezione San Tommaso della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale a Capodimonte. L’incontro è programmato per lunedì 16 dicembre a partire dalle ore 16.30. A relazionare per il secondo incontro sono stati scelti: il professore cattolico Riccardo Burigana esperto di storia del movimento ecumenico e docente presso l’Istituto di Studi ecumenici di Venezia, la pastora della chiesa valdese e metodista del Vomero e diaspora Casertana Dorothea Muller e la dottoressa Elisabetta Kalampouka Fimiani della chiesa ortodossa – patriarcato ecumenico di Costantinopoli che da sempre è attivamente impegnata nel cammino ecumenico della nostra città di Napoli ed è felicemente sposata con un professore cattolico in pensione. Le riflessioni che ci saranno offerte si ispireranno al testo evangelico “Ero straniero e mio avete accolto” – Mt 25,35, quest’anno per la riflessione ecumenica si è scelto di scandire le tappe a partire dalle opere di misericordia per cui il prossimo incontro programmato per il 24 febbraio 2020 sarà sul dare un vestito a chi è nudo.

Sticky post

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 18 – 25 gennaio 2020

Celebrazione ecumenica regionale con il consiglio ecumenico delle chiese della campania. Parrocchia San Felice in Pincis – Pomigliano d’Arco 25 gennaio 2020 ore 18.30

Sticky post

A lavoro per l’Unità dei cristiani

Si sono insediate il 2 dicembre presso la sede della Comunità Luterana di Torre Annunziata (NA), le commissioni del Consiglio Regionale delle Chiese. Buon lavoro ai teologi e agli esperti.

Sticky post

Primo incontro ecumenico in Facoltà Teologica 11.11.2019

Grande successo per il primo appuntamento della terza edizione dei “Lunedì di Capodimonte”, aperta con il dibattito ecumenico a 3 voci (una cattolica, una ortodossa e una protestante) sul tema “Carità e giustizia a servizio degli ultimi”, che ha visto impegnati don Giuliano Savina (direttore dell’ufficio nazionale ecumenismo e dialogo interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana), l’archimandrita Georgios Antonopoulos (Chiesa ortodossa – Patriarcato ecumenico di Costantinopoli) e il pastore Giuseppe Verrillo (Chiesa Libera di Volla), moderati dal professore Michele Giustiniano.
Sono intervenuti per i saluti di indirizzo anche Monsignor Gaetano Castello, preside della Pontificia Facoltà Teologica #PFTIM, e Padre Edoardo Scognamiglio, presidente del Consiglio regionale delle Chiese Cristiane della Campania #CRCCC.
PROSSIMO APPUNTAMENTO per il 16 DICEMBRE con un confronto a 3 voci sul tema dell’accoglienza.

Sticky post

Preghiera ecumenica di Taizé

Nel giorno di Cristo Re la diocesi di Sorrento c/o la parrocchia San Giovanni Battista, Piazza Rosario n ° 1, 80054 Gragnano (NA) ti invita a partecipare insieme alle Chiese Cristiane alla preghiera ecumenica di Taizé

Domenica 24 novembre 2019 h. 19:30.

Come raggiungere il luogo :

https://goo.gl/maps/9RRFze2D1bNyGUqr9
Sticky post

Ritornano a Capodimonte “i lunedì per l’unità dei cristiani”

Nata due anni fa per essere un laboratorio di dialogo e di unità, attraverso dibattiti, approfondimenti, lezioni frontali e seminari di ricerca, nella prospettiva della testimonianza comune, la rassegna I lunedì di Capodimonte torna quest’anno con un nuovo e ricco programma formativo, incentrato sulle opere di carità portate avanti dalle diverse comunità cristiane, singolarmente e insieme.

Lunedì 11 novembre 2019, a partire dalle ore 16.30, presso la Sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, a Napoli in viale Colli Aminei 2, prenderà il via il ciclo d’incontri di formazione ecumenica I lunedì di Capodimonte per l’unità dei cristiani. Le opere di misericordia nella vita delle Chiese, promosso dal Consiglio Regionale delle Chiese Cristiane della Campania (CRCCC) con il supporto della stessa Facoltà Teologica, la collaborazione del Centro Studi Francescani per il dialogo interreligioso e le culture e il patrocinio della Conferenza Episcopale Campana.

«L’ecumenismo della carità è al centro del percorso formativo proposto quest’anno – ha dichiarato il neoeletto presidente del CRCCCpadre Edoardo Scognamiglio – perché ogni giorno diveniamo consapevoli che là dove ogni essere umano soffre, là dove è calpestata la dignità delle persone, dove è fatto strame della giustizia, della libertà e dell’uguaglianza, proprio in quel luogo la fraternità dei cristiani si mostra come controcultura capace di smuovere ostacoli grandi come montagne e di agire per amore fraterno concretamente, mettendosi al servizio degli ultimi. In questo modo, l’agire nella carità diventa anche atto d’evangelizzazione per mezzo della testimonianza d’amore e d’unità».

Il primo incontro in calendario, previsto appunto per lunedì prossimo, prendendo spunto da un passo del Vangelo di Matteo («Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare» – Mt 25,35), vedrà un dibattito a 3 voci (una cattolica, una ortodossa e una protestante) sul tema Carità e giustizia a servizio degli ultimi, nel quale saranno impegnati don Giuliano Savina (direttore dell’ufficio nazionale ecumenismo e dialogo interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana), l’archimandrita Georgios Antonopoulos (Chiesa ortodossa – Patriarcato ecumenico di Costantinopoli) e il pastore Giuseppe Verrillo (Chiesa Libera di Volla), moderati dal professor Michele Giustiniano, giornalista e teologo specializzato in ecumenismo e dialogo interreligioso.

Sticky post

Assemblea elettiva del comitato di presidenza CRCCC

Al lavoro, per l’Unità dei Cristiani Con la relazione del comitato di presidenza, letta dal pastore Antonio Squitieri, presidente uscente, ha preso il via lo scorso lunedì pomeriggio, presso la sede della Conferenza Episcopale Campana, a Pompei, l’assemblea del Consiglio Regionale delle Chiese Cristiane della Campania (CRCCC), riunitasi per l’elezione del nuovo direttivo. Nel presentare un «bilancio complessivo positivo», il pastore Squitieri ha evidenziato soprattutto le iniziative – «poche, ma tutte ben riuscite» – portate avanti nell’ultimo anno al CRCCC. Tra queste, particolare attenzione è stata dedicata al ciclo di incontri di formazione sull’ecumenismo denominato Lunedì di Capodimonte, organizzato presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale con la collaborazione della stessa istituzione accademica e giunto quest’anno alla sua terza edizione, dopo i grandi successi delle due precedenti. Al termine delle operazioni per l’elezione del nuovo Comitato di Presidenza, Padre Edoardo Scognamiglio (cattolico) è risultato eletto come nuovo Presidente del CRCCC e sarà affiancato da Elisabetta Kalampouka Fimiani (ortodossa) nel ruolo di vicepresidente, mentre il pastore luterano Paolo Poggioli (evangelico) è stato designato nel ruolo di Segretario. Il nuovo comitato e i delegati presenti hanno voluto tributare unanimemente un plauso al presidente uscente Antonio Squitieri, ringraziandolo profondamente per l’operato svolto. Il neo presidente Padre Edoardo Scognamiglio, docente presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e direttore del Centro Studi Francescani per il Dialogo Interreligioso e le Culture, è un teologo di fama da lungo tempo impegnato a livello accademico e pastorale nell’ecumenismo e nel dialogo interreligioso, ambiti nei quali è anche autore di numerose e prestigiose pubblicazioni. A lui, al comitato di presidenza, ai nuovi portavoce delle aree confessionali (Michele Giustiniano, Elisabetta Kalampouka e Franco Mayer ) e a tutti i delegati sono giunti in questi giorni messaggi di auguri da parte dei fedeli di tante comunità cristiane della Campania.

il nuovo comitato di presidenza da sinistra:
Edoardo Scognamiglio presidente,
Elisabetta Kalampouka vicepresidente,
Paolo Poggioli segretario
Sticky post
Sticky post
Sticky post

Eldorato, arte e carità a Napoli

POSTED ON 9 APRILE 2019 

Fonte: Cittadelmonte.it

Quando l’arte abbraccia le diverse confessioni di fede e diviene espressione ecumenica:il viaggio di Eldorato arriva a Napoli. Il progetto dell’artista Giovanni de Gara arriva nel capoluogo partenopeo,  coinvolgendo sette chiese della città e il Maschio Angioino con l’obiettivo di promuovere una riflessione profonda sul tema dell’accoglienza verso ogni individuo, senza distinzione di razza, genere e credo.

Cos’è Eldorato – È un progetto che racconta l’illusione di questo millennio: l’esistenza di una terra dell’oro, dove ci sono benessere e futuro. Una terra lontana di cui si sa poco e di cui si immaginano meraviglie; una terra al di là della linea dell’orizzonte che ce la nasconde. Il progetto si articola in installazioni site-specific che utilizzano come materia prima un oggetto salva-vita: le coperte isotermiche normalmente usate per il primo soccorso dei migranti. Ha l’obiettivo di promuovere una riflessione profonda sul tema dell’accoglienza verso ogni individuo, senza distinzione di razza, genere e credo e di dare un messaggio di calore e salvezza a partire dalla contemplazione di un oro che splende non per carati ma per la bellezza e la semplicità del suo messaggio. L’artista fiorentino usa questi teli dorati per rivestire le porte di chiese e luoghi simbolici di tutta Italia che diventano così segno concreto di apertura verso l’altro e metafora delle “terre dell’oro” promesse e sempre più spesso negate a chi cerca rifugio.

Il titolo – È un’evidente distorsione del luogo immaginario per eccellenza (l’Eldorado). Sul piano etimologico, esso deriva dal termine ebraico el che significa Dio, il Dio Dorato, riferimento ultimo di chi, abbandonando la propria terra e una parte di sé, arriva a una Terra Altra, madre in spirito. Una terra che, in una visione interiore, concede generosa la possibilità  di ripartire e realizzare se stessi.  Accostiamoci a questi portali dorati e guardiamo dentro di noi mentre ci riflettiamo in essi.

Giovanni de Gara – Nato a Firenze nel 1977, ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, preferendo lavorare fuori dal contesto prettamente galleristico. Laureato in architettura, nel 2005 inizia a dedicarsi all’arte contemporanea. Nel 2008 fonda a Firenze il FAF, Florence Art Factory, uno spazio industriale riconvertito in luogo di produzione culturale dedicato alla performance e alla musica elettronica. Nel 2105, a Firenze, con la performance Spring is late, espone abusivamente i suoi quadri nel piazzale degli Uffizi, in Piazza della Signoria e nel cortile di Palazzo Strozzi. Nel 2016, un po’ stufo dell’isolamento nel suo studio e delle dinamiche del mercato ufficiale dell’arte, lancia il progetto Mensile d’artista e trova 100 collezionisti per lo adottano per un anno, ricevendo in cambio un’opera al mese. Nell’estate del 2016 idea il progetto FRAGILE, un aggiornamento – a colpi di revolver, fucile a pompa e mitragliatori – delle mappe e delle guide turistiche delle città colpite dagli attentati terroristici del 2015-16. Il 28 giugno 2018, dalla Basilica di San Miniato al Monte (Firenze), prende avvio il progetto Eldorato.

Le sette chiese napoletane – A Napoli, la chiesa valdese alla via dei Cimbri, n.8 ed alla via Andrea Vaccaro n.20; chiesa metodista a Portici al Corso Garibaldi n.235; la chiesa luterana in Napoli alla via Carlo Poerio n.5, le chiese cattoliche: la cattedrale e la basilica  di santa Maria della Sanità in Napoli; la chiesa greco ortodossa in Napoli alla via san Tommaso d’Aquino n.51.

Le dichiarazioni rese alla conferenza stampa del 1 aprile 2019 presso la chiesa valdese – Giovanni de Gara, ideatore del progetto: «Le porte d’oro sono diventate un segno dei tempi ed è giusto che l’oro splenda sulle porte dell’accoglienza. L’oro non è quello dei carati, l’oro della chiesa è il messaggio del Vangelo: l’amore per il prossimo. Obbiettivo finale è che questo progetto arrivi alle porte di San Pietro a Roma»; Don Antonio Loffredo, parroco basilica santa Maria della Sanità: Leonardo Magrì, pastore valdese: «Il concetto di fratellanza e accoglienza, che hanno la loro radice in Dio, a Napoli vedono tutte le chiese unite. In Italia, la chiesa è una delle poche realtà che agisce in silenzio e fa senza litigare»; «Abbiamo aderito senza tentennamenti perché le porte rappresentano, quando sono aperte, le braccia che accolgono fratelli e sorelle che scappano dalla fame e dalla disperazione. Vogliamo che la società sia tutta così, perché è così che dovrebbe essere»; «Abbiamo subito accolto l’iniziativa, è bello che tutte le religioni aderiscano al progetto. A Napoli oltre le chiese anche i porti sono aperti. Da noi non si alzano muri, si è accoglienti a prescindere. Il materiale usato per le installazioni richiama una riflessione su qual’è l’oro della vita: l’oro è umanità, dignità, restare umani» Luigi De Magistris, sindaco di Napoli.

Fonte: Cittadelmonte.it

Sticky post

Il dono della fraternità universale

Imam
Yahya Pallavicini:

Il dono della fraternità universale

Fonte: Cittadelmonte.it

in ordine partendo da sinistra: padre Edoardo Scognamiglio,
Imam Yahya Pallavicini, dottor Michele Giustiniano,
dottor Massimo Abdallah Cozzolino, don Antonio Ascione,

Celebrato il miracolo della fraternità universale, vissuto nell’incontro e nel dialogo: sulla collina di Capodimonte, alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, sezione san Tommaso d’Aquino in Napoli, nella mattina del 3 aprile 2019, ha avuto luogo l’evento Francesco e il Sultano, convengo interreligioso organizzato dall’Istituto di Cristologia con la collaborazione del Centro Studi Francescani per il dialogo interreligioso e le culture. Incontro progettato nell’ambito del laboratorio Fede-Ragione-Religioni, per riflettere sul significato storico-teologico dell’ospitalità di Al Malik e sulle radici spirituali nonché mistiche della propensione francescana all’accoglienza. Aula gremita, partecipanti immersi in un evento passato, vissuto ancora nel presente e proiettato nel futuro.

Il fatto storico – Nel 1219, ovvero nel pieno della quinta crociata, Francesco d’Assisi si imbarcò ad Ancona per raggiungere l’Egitto e la Palestina, ottenendo dal legato pontificio Pelagio Galvani il permesso di entrare disarmato nell’accampamento saraceno. Scopo di tale impresa, tanto assurda apparentemente, era quello di incontrare il Sultano, predicargli il Vangelo e far cessare le ostilità. Francesco fu ricevuto con grande cortesia ed ebbe con Al-Malik Al-Kamiluna lunga conversazione. Anche se non produsse gli effetti sperati dal Serafico Padre, quell’incontro divenne presto emblema del dialogo interreligioso, dando vita ad una vera e propria tradizione di dialogo cristiano-islamico che ai nostri giorni è ancora e quanto mai attuale, come dimostrano i più recenti viaggi di Papa Francesco, che di questa tradizione è grande interprete.

L’incontro – La mattinata di studi ha visto gli interventi del professore don Antonio Ascione, docente di filosofia presso la PFTIM, del professore padre Edoardo Scognamiglio, docente di teologia presso la PFTIM, dell’Imam Yahya Pallavicinipresidente della COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana) e del dottor Massimo Abdallah Cozzolino, segretario generale della CII (Confederazione Islamica Italiana), moderati dal professore Michele Giustiniano, giovane teologo e giornalista culturale.

Padre Edoardo Scognamiglio: «Il dialogo tra cristiani e musulmani è fatto nel nome dell’amore fraterno, ma anche in una visione teologica, perché Dio è padre e madre di tutti. Francesco considera il viaggio una ispirazione divina, si reca dal Sultano animato dalla buona volontà di incontrarlo… un incontro con l’altro che rappresenta anche la cura dell’altro: “nel mentre incontro l’altro, sono guarito”. Francesco, in questo suo viaggio, è testimone di amore e verità, in cui l’amore rappresenta il principio veritativo della nostra fede. Francesco, uomo pacifico che pacifica, uomo riconciliato che riconcilia».

Padre Edoardo Scognamiglio

don Antonio Ascione: «Attraverso gli insegnamenti di papa Francesco portiamo la nostra attenzione alla categoria dell’incontro; la Chiesa non è solo parola, ma anche mani; se vogliamo vivere in questo mondo, dobbiamo convivere, lo stesso pontefice ci richiama a una idea di fraternità. Nella “Laudato sii” la fraternità si accompagna a tutto il mondo. Occorre sentire che abbiamo bisogno gli uni degli altri… “ho bisogno di te”. Se la Chiesa è nel mondo, è perché deve essere strumento di verità».

don Antonio Ascione

Massimo Abdallah Cozzolino: «Nel corso del tempo, i combattimenti sono stati interpretazioni della conquista della Terra Santa. Le crociate possono essere viste come propagazione della fede, o come guerre per la difesa della fede. Al viaggio di Francesco bisogna dare un senso di fattualità: la collocazione degli eventi, la bellezza dell’incontro delle identità… non un pathos delle distanze ma delle vicinanze, date dalla presenza. Un incontro segnato dalla forza, dal coraggio e dall’audacia di manifestare la propria identità, con al centro l’elemento dell’accoglienza».

Massimo Abdallah Cozzolino

Imam Yahya Pallavicini: «L’intenzione di Francesco è quella di convergere verso Gerusalemme e testimoniare la cristianità. Ma Francesco aveva così tanto coraggio? Le cronache su cosa si sia detto col Sultano mancano, ma immaginiamo che di fronte al suo testimoniare la cristianità, il Sultano sia rimasto sorpreso. Ci troviamo di fronte a una prova di forza di fede, determinante a segnare una reciprocità: in entrambi assistiamo ad una spoliazione delle proprie radici. Francesco testimonia la cristianità, il Sultano conduce una vita impregnata nella preghiera e nella contemplazione. Al suo ritorno dal viaggio, i frati stentano a riconoscere Francesco: prima di partire, egli riesce ad addomesticare il lupo, al rientro, riesce a parlare con gli uccelli. È un incontro di convergenza, segnato dal superamento di una dimensione di servizio, alla ricerca di una dimensione spirituale. Un incontro capace di riportare le parti ad una dimensione di pace interiore, ad un processo di conoscenza e riconoscimento: più ci sentiamo fratelli, più siamo vicini a Dio. Un viaggio storico, segno di espressione di una libertà religiosa, che deve essere garantita, perché diritto e principio di sensibilità per i cristiani ed i musulmani».

Yahya Pallavicini

Le ore in Facoltà trascorrono rapidamente, si va via soddisfatti ed arricchiti, con la consapevolezza di aver partecipato alla celebrazione di quello che nessuno a quel tempo poteva prevedere: che un uomo ripieno di Spirito con nulla di proprio attraversò il campo di battaglia disarmato per chiedere un incontro con il Sultano, fu ricevuto con grazia, godette dell’ospitalità del capo musulmano e ritornò dalla visita per riflettere di nuovo sulla missione dei Frati Minori.

Fonte: Cittadelmonte.it

Sticky post
Sticky post

Sacro e divino nelle diverse esperienze religiose, una lettura comparata

Ingresso del Centro Studi di Maddaloni

Fervono i preparativi al Centro Studi Francescani per il dialogo interreligioso e le culture di Maddaloni (CE). Tra pochi giorni, infatti, prenderanno il via le attività del nuovo anno accademico, che si annuncia ancora una volta ricco di iniziative, tutte all’insegna del dialogo e della fratellanza.

A dare ufficialmente il via ai lavori 2019/2020 sarà un incontro interreligioso dal titolo Sacro e divino nelle diverse esperienze religiose: una lettura comparata, evento in linea con lo Spirito di Assisi che da sempre connota le attività del Centro Studi, che avrà luogo il prossimo 25 settembre, a partire dalle ore 19.30, presso la sede del Centro Studi Francescani, in via San Francesco 117 a Maddaloni (CE). Si tratta del primo di una serie di incontri che si terranno a cadenza mensile che si svolgeranno a turno in tutte le province della regione Campania. «Si tratta di un’esperienza – ha commentato il direttore del Centro Studi, padre Edoardo Scognamiglio – che noi vogliamo ogni anno mettere in pratica per riattualizzare il messaggio di San Giovanni Paolo II, di papa Benedetto XVI, ma ancor prima di Paolo VI e oggi di papa Francesco sul bisogno del dialogo tra le religioni, perché le religioni sono via e strumento per la pace». In quest’ottica, ogni mese in ciascun incontro interreligioso sarà discussa una tematica che verrà analizzata dai molteplici punti di vista delle diverse religioni partecipanti. Si inizia con un appuntamento sull’esperienza del sacro e del divino, perché – come ha sottolineato padre Edoardo – «non in tutte le religioni c’è una esperienza personale di Dio, ma il divino è inteso come sacro, assoluto, tutto, unità, uno».

A breve sarà pubblicato il calendario 2019/2020 di tutte le attività del Centro Studi, che quest’anno prevedono anche due Forum: il primo, che inizierà ad ottobre, si intitolerà “Siamo quello che mangiamo” e sarà dedicato all’ecologia, al cibo e alla Terra, perché l’Onu ha dichiarato il 2020 anno della salute delle piante; il secondo, che prenderà il via a marzo, sarà dedicato ai sentimenti, al tema della compassione, dell’empatia, dell’amicizia e della fraternità, in linea con lo Spirito di Assisi e con il carisma di Francesco d’Assisi. Nei tempi di Avvento e Quaresima, inoltre, saranno proposti incontri per una Lectio Divina ecumenica, tenuta di volta in volta da un pastore di una delle differenti denominazioni cristiane (cattolica, protestante o ortodossa). Va sottolineata, infine, la collaborazione offerta dal Centro Studi alla rassegna di formazione ecumenica I Lunedì di Capodimonte, organizzata dalla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e dal Consiglio Regionale delle Chiese Cristiane della Campania, nonché al grande progetto sulla fraternità universale portato avanti dal’Università di Zara, in Croazia.

Sticky post
Sticky post

Giornata regionale per la Custodia del creato

OASI DEGLI ASTRONI

Nell’arca, della vita: biodiversità, dono e benedizione di Dio.

PROGRAMMA

9-9.30′     Raduno

10- 11.15      Preghiera- Riflessioni

11.30– 12.45    Visita guidata del luogo

13°°          Pranzo.


Sticky post

Alessandra Trotta nuova moderatora della Tavola Valdese

Alessandra Trotta è la nuova moderatora della Tavola valdese, organo che rappresenta ufficialmente le chiese metodiste e valdesi nei rapporti con lo Stato e con le organizzazioni ecumeniche. Per la prima volta la carica viene ricoperta da un membro della componente metodista.

Cinquantuno anni, laureata in Giurisprudenza a Palermo, ha esercitato la professione di avvocato civilista sino al 2001; Trotta è stata consacrata al ministero diaconale nel 2003.

Ha diretto il Centro Diaconale La Noce dal 2002 al 2010. Presidente dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (Opcemi) dal 2009 al 2016, ha successivamente svolto il ministero diaconale al servizio delle chiese metodiste e valdesi del XIII Circuito (Campania). Membro della Tavola valdese dal 2018, fra gli altri incarichi ecclesiastici ricoperti ci sono quello di sovrintendente del XVI Circuito (Sicilia), presidente del Sinodo, membro della Commissione per le discipline, membro dell’esecutivo del Consiglio metodista europeo (CME), responsabile dell’Ufficio affari legali della Tavola valdese e coordinatrice del gruppo di lavoro per la tutela dei minori. 

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLE CHIESE CRISTIANE DELLA CAMPANIA FORMULA GLI AUGURI ALLA NUOVA MODERATORA ALESSANDRA TROTTA RICONOSCENDONE LE DOTI UMANE E CRISTIANE E LE AUGURA UN PROFICUO LAVORO.

Sticky post

I grandi Lunedì di Capodimonte ritornano

In esclusiva il nuovo ricco calendario 2020 degli appuntamenti tanto attesi dei Lunedì di Capodimonte per l’Unita dei Cristiani. Nella prestigiosa sede della Sez. San Tommaso si terranno degli incontri a tre voci con pastori ed esperti delle tre aree sulle opere di Misericordia nella Tradizione Cattolica, Protestante e Ortodossa. A partire dall’11 novembre 2019 aula 1 sez. San Tommaso – Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – Capodimonte.

Sticky post

Biodiversità : Dono e Benedizione di Dio

Giornata per la protezione dell’ambiente Oasi degli Astroni Pozzuoli (NA) 2019

Il Consiglio Regionale delle Chiese Cristiane della Campania (CRCCC) proseguendo nei suoi programmi, ha realizzato anche quest’anno la Giornata per la protezione dell’ambiente (Giornata del Creato), che si è svolta nella splendida cornice dell’Oasi degli Astroni, col tema: ” Biodiversità: Dono e Benedizione di Dio”. E’ stata una giornata di spiritualità con preghiere e canti di Lode e momenti di riflessione. Al centro, sul tavolo un capiente modello dell’Arca di Noè, allestita dall’equipe ecumenica di Taizé in Campania, con accanto animali di pelouche, frutti, miele, semi vari, ecc, col profondo significato simbolico della salvezza dopo il diluvio. Si è iniziato col saluto di Monsignor Marino, delegato dei vescovi campani per l’Ecumenismo e con la guida della moderatrice della Tavola Valdese, Alessandra Trotta. Durante le preghiere di intercessione e le promesse di impegno per la protezione dell’ambiente, le tre aree confessionali hanno presentato le loro riflessioni. Il pastore Franco Mayer dell’area evangelica, ha ricordato che viviamo nell’ “antropocene”, la prima epoca di quando è nata la terra in cui l’agire umano è la prima forza che determina lo sviluppo biologico e geologico e che dopo 200 mila anni siamo divenuti i dominatori del creato, i protagonisti, perdendo il senso del vincolo che ci lega alla Terra e alla consapevolezza di appartenere noi stessi al Creato. Le radici della crisi sono insite nel nostro rapporto con gli altri e con la natura, e bisogna superare l’alito mentale acquisito sin da piccoli di una separazione tra Creato e essere umani, e soprattutto accettare la responsabilità di rifiutare un modello in cui è la tecnica la grande regolatrice. ” Si tratta di un cambiamento in primis di noi stessi, una messa in discussione di ciò che siamo e pensiamo prima ancora di ciò che facciamo. Ha concluso con ottimismo che come cristiani l’alternativa è possibile e la speranza non è vana, invitando a una fiducia simile a quella di Paolo, nella lettera ai Romani attribuisce ad Abramo, una speranza contro la speranza. In una situazione in cui non vediamo futuro, dobbiamo credere in questo futuro, che ci verrà messo in conto come giustizia. La sorella Elisabetta Kalampouka Fimiani per l’area ortodossa ha sfiorato i vari aspetti della Biodiversità, sottolineando l’importanza di un approccio spirituale. Se l’uomo guarda al Creato con Fede si approccia alla natura con i sensi, che glielo fanno percepire in tutta la sua bellezza, con lo spirito che lo spinge ad ammirazione e stupore per l’armonia e la sapienza della creazione, e la lode, per il dono offertogli, e gratuitamente per l’amore che Dio porta verso la sua creatura. Ha riportato alcuni passi del messaggio del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli , impegnato da sempre a livello internazionale coinvolgendo tutti gli uomini di buona volontà e invitandoli all’educazione dei giovani. Ha ricordato che quest’anno si compiono 30 anni da quanto volle indicare il primo settembre, inizio dell’anno ecclesiastico per la chiesa ortodossa come “Giornata per la protezione dell’ambiente”. Ha sottolineato che la soluzione dei grandi problemi dell’umanità è inattuabile senza un orientamento spirituale. Padre Edoardo Scognamiglio dell’area cattolica, ha parlato di ecologia integrale e se è vero che la terra appartiene al Signore (Salmo 24) allora noi apparteniamo alla terra. Adamo, polvere rossa, tratto dalla terra, è una sola cosa con tutta la creazione. Siamo inseriti nel respiro del nostro pianeta. Guardando gli uomini dallo spazio siamo una cosa sola con il resto delle creature viventi e gli stessi minerali. Per questo dobbiamo educarci ad un ecologia integrale, come dice papa Francesco. Dobbiamo convertirci e fare pace con la terra e con tutte le sue creature. Il mondo è come un grande sacramento dell’amore di Dio: fiori, piante, alberi, fiumi e oceani deserti e colline sono in pericolo e noi stessi rischiamo l’estinzione. L’Onu ha dichiarato il 2020 anno della salute delle piante. La biodiversità è garanzia per il nostro futuro. Sacerdoti e pastori affiancati da un vasto numero di intervenuti, dimostrano sempre più il desiderio di unità. Dopo la preghiera la giornata è proseguita con la visita guidata all’Oasi degli Astroni ritrovando la gioia del contatto con la natura, tra il verde dei boschi e animaletti in libertà, e si è conclusa con l’agape fraterna. Arrivederci per l’anno prossimo. Dott.ssa. E. Kalampouka Fimiani.

Sticky post

APPUNTAMENTI ECUMENICI GENNAIO 2019

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2019 – iniziative e celebrazioni dalla regione Campania

Sticky post
Sticky post
Sticky post

Ritornano i Lunedì di Capodimonte

Lunedì 10 dicembre ore 16.30 presso la facoltà teologica di Napoli (sez. San Tommaso (Capodimonte), ci sarà il secondo incontro ecumenico dedicato all’Eucaristia nelle diverse chiese cristiane.

« Older posts

Copyright © 2020 Consiglio Regionale delle Chiese

Theme by Anders NorenUp ↑