Consiglio Regionale delle Chiese

Date: 2 Febbraio 2020

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Celebrazione nella cattedrale di Napoli il 19 gennaio 2020 con il cardinale Crescenzio Sepe e i pastori e le pastore e i sacerdoti delle diverse chiese

Anche quest’anno gli appuntamenti da segnare in agenda programmati per la Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani sono molteplici. Il servizio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della arcidiocesi insieme ai pastori e alle pastore delle varie chiese hanno aperto la settimana il 19 gennaio nella splendida cornice della cattedrale di Napoli con una ricca celebrazione della Parola di Dio che aveva per tema: “Ci trattarono con gentilezza” tratto dagli Atti degli Apostoli 28,2. Il testo fa riferimento alla vicenda ambientata a Malta, raccontata negli ultimi capitoli degli Atti, del naufragio di Paolo, e di altri 276 passeggeri. Infuriava la tempesta e un senso di smarrimento attraversava i cuori dei poveri viaggiatori, l’unico a infondere coraggio agli altri naufraghi era Paolo imbarcato come prigioniero per essere condotto al cospetto di Cesare. Un angelo aveva già provveduto a rassicurare Paolo con queste stupende parole: «Non temere, Paolo! Tu dovrai comparire davanti all’imperatore e Dio, nella sua bontà, ti dona anche la vita dei tuoi compagni di viaggio» (Atti 27, 24). Paolo porterà la fede cristiana nell’isola maltese e si farà carico del destino di questi compagni di viaggio che la sorte accomuna nella lotta alle avversità della natura. Per questo motivo ogni anno il 10 febbraio a Malta si celebra la Festa del Naufragio dell’apostolo Paolo. Bisogna ricordare che per i maltesi navi e imbarcazioni costituiscono un importante aspetto della vita ordinaria. Il tema di quest’anno ha dato modo al pastore Giuseppe Verrillo della Chiesa Libera di Volla, di intervenire al termine della Prima Lettura, suscitando nella assemblea in preghiera un doloroso interrogativo: «È possibile conciliare la adesione al vangelo e la non accoglienza di coloro che approdano con mezzi di fortuna sulle nostre coste e sulle nostre spiagge?» Padre Georgios Antonopoulos, archimandrita della comunità greca ha letto il messaggio del metropolita di Italia e Malta, S. Em.za Gennadios Zervos, che ha riproposto il valore della filantropia declinato come filoxenia, il cardinale arcivescovo Crescenzio Sepe ha ricordato come nei momenti di tempesta sia necessario remare con tutte le forze nella medesima direzione. La vita del discepolo non è in balia di forze indifferenti al suo destino, è nelle mani di Dio a cui Paolo si sente unito da un legame intimo e filiale. È la fiducia di Paolo che farà sorgere nel cuore dei maltesi la fede nel Cristo risorto e farà sì che ricambieranno il dono dell’apostolo con una calorosa e gentile accoglienza. Il simbolo scelto per la preghiera è stata una barca con otto remi, ognuno dei quali indicava un valore evangelico, che per l’occasione è stata collocata sul transetto della cattedrale davanti agli occhi meravigliati dei pastori e dei fedeli presenti per la preghiera. La barca è il simbolo del viaggio , a volte tempestoso, che i cristiani intraprendono insieme verso l’unità. Il 17 gennaio u.s. è morta Maria Vingiani, aveva 99 anni ed era assessora alle Belle Arti al comune di Venezia quando era patriarca il cardinale Angelo Roncalli, proprio nei suoi colloqui confidenziali con il futuro papa Giovanni XXIII parlava di dialogo e di riconciliazione tra le chiese e da qui nacque l’idea di fondare il Sae (segretariato per le attività ecumeniche), organismo di rilievo nazionale ancora attivamente impegnato nel dialogo ecumenico nelle nostre città e nella animazione delle settimane di preghiera dell’unità. La celebrazione vissuta in cattedrale è stata curata dalla parrocchia S. Gennaro al Vomero, i canti sono stati eseguiti dal coro giovanile del 5 decanato guidato dal decano don Massimo Ghezzi e dai giovani del Centro pastorale giovanile Shekinà che da più di venti anni è punto di riferimento per i giovani del Vomero. Già da diversi anni il servizio diocesano ha scelto di coinvolgere le parrocchie per alimentare soprattutto tra i più giovani la sensibilità ai temi ecumenici. Il secondo appuntamento in programma sarà il 24 gennaio nella chiesa greco ortodossa dei santi Pietro e Paolo e il terzo il 25 gennaio nella parrocchia S. Felice in Pincis di Pomigliano d’Arco che accoglierà le delegazioni regionali guidate dal Consiglio delle chiese cristiane della Campania. Note sono le vicende delle periferie dove le ecomafie hanno reso la vita delle persone esposta a pericoli per la salute. Tutte le chiese si sono impegnate a fare un cammino comune per sensibilizzare i fedeli al problema della accoglienza dei migranti unito al problema delle mutate condizioni climatiche. Papa Francesco ha avuto il merito di evidenziare che nei paesi dove più sono evidenti i cambiamenti climatici più ampio è il flusso migratorio. Per questo motivo è stata scelta una parrocchia della diocesi di Nola dove l’amore e la cura delle campagne ha favorito nei secoli scorsi il proliferare di attività agricole importanti. Ancora lungo è il cammino ma le celebrazioni di quest’anno hanno contribuito a rafforzare in tuti la fiducia e confidare nel Signore che nelle tempeste della vita di certo non fa mancare il suo aiuto paterno.

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Celebrazione ecumenica nella chiesa ortodossa di Napoli

Celebrazione ecumenica della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani nella Chiesa Ortodossa dei SS. Pietro e Paolo a Napoli. Nell’ambito della “Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani ” ancora una volta l’antichissima Chiesa greco – ortodossa dei SS. Pietro e Paolo, presente in città da oltre 500 anni, ha accolto il 24 gennaio, per pregare uno a fianco all’altro , diversi sacerdoti , pastori e rappresentanti delle varie Confessioni e Movimenti cristiani. Hanno partecipato vari delegati e i capi religiosi di alcune Confessioni cristiane, tra i quali Mons. Dini, padre Georgios Antonopoulos, Mons. Gaetano Castello, don Enzo Lionetti , i pastori Dino Magri della chiesa valdese e Helmut Scwalbe della chiesa luterana, padre Edoardo Scognamiglio Presidente del CRCCC, gli assistenti del Direttivo GIAEN, Mons. Mariano Imperato, Emilia Mallardo e Elisabetta Kalampouka, il Segretario del GIAEN Mimmo Iacomino, Lucia Antinucci Presidente dell’Amicizia Ebraico – Cristiana , i fratelli di Taizè Alessandro ed Enzo che hanno curato alcuni canti ed i Focolarini. La suggestiva celebrazione, sentitamente ecumenica, era organizzata questa volta dal GIAEN, il Gruppo che opera a Napoli da oltre 40 anni , proprio con lo slancio ecumenico che affiancò iniziative cattoliche, ortodosse ed evangeliche in un clima di rispetto, fraternità, preghiera. La celebrazione ha seguito lo schema che era stato predisposto dai Cristiani di Malta con riferimento al tema “ Ci trattarono con gentilezza “ al racconto evangelico del naufragio in quel mare della nave che portava Paolo prigioniero a Roma. La cerimonia è iniziata con la processione accompagnata dal canto della dossologia da parte di Christos Pacos. Dopo il benvenuto di Elisabetta e l’intervento di Mons. Castello, Preside della PFTIM, Delegato per l’Ecumenismo e attivissimo da sempre nel GIAEN , la cerimonia si e’ svolta sul Tema dell’accoglienza con le meditazioni delle tre aree confessionali. Il Pastore Magri, della Chiesa Valdese ; Don Enzo Lionetti, della Chiesa Cattolica, attuale Coordinatore dei GIAEN e L’Archimandrita p. Georgios Antonopoulos, Rettore della Chiesa Greco – ortodossa di Napoli, Vicario Episcopale per la Campania dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta hanno trattato, in varia misura e da diverse angolazioni , il coinvolgente tema dell’accoglienza, dal punto di vista spirituale e teologico ma anche pratico ed efficiente. La barca, che simbolicamente era esposta, indicava il percorso da compiere, con l’aiuto del Santo Spirito ma anche con l’armonia dei naviganti 8 remi portati in processione, ognuno con una parola, simboleggiano lo sforzo da compiere ma soprattutto i sentimenti, la partecipazione, l’impegno per remare insieme nella stessa direzione. Il Credo, il Padre Nostro, i Canti tra il luccichii di candele nella suggestiva penombra hanno sempre più dimostrato il clima di armonia interconfessionale che si e’ consolidato col tempo. L’abbraccio fraterno , accompagnato dal canto dello Shalom, sentito e spontaneo, ne e’ stata la più efficace dimostrazione. Forse lungo è ancora il cammino, ma la Luce che in vita e guida ispirano fiducia e fede.

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